A chi non è mai capitato? Quando si parla di argomenti come il benessere spesso integratori e farmaci vengono posti allo stesso piano, generando confusione e portando a scelte d’acquisto e consumo poco consapevoli.
Chiariamo: non sono la stessa cosa, sembrano simili ma hanno ruoli diversi.
Infatti il farmaco è pensato per curare, prevenire o intervenire su una condizione specifica. La definizione normativa del medicinale comprende infatti sostanze con proprietà curative o profilattiche, oppure sostanze utilizzate per ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche attraverso un’azione farmacologica, immunologica o metabolica.
L’integratore alimentare, invece, è definito come un prodotto alimentare destinato a integrare la dieta. Può apportare vitamine, minerali o altre sostanze con effetto nutritivo o fisiologico utili a supportare l’organismo, ma non ha finalità terapeutiche.
Ma quindi, cosa fa un farmaco?
Per definizione il farmaco è una sostanza o un’associazione di sostanza presentata come avente proprietà profilattiche o curative delle malattie umane (Direttiva 83/2001/CE Direttiva 24/2004/CE Direttiva 27/2004/CE Direttiva 83/2001/CE, Direttiva 24/2004/CE, Direttiva 27/2004/CE).
Difatti nasce con lo scopo preciso di intervenire a fronte di una situazione patologica, quindi in sostanza quando si presenta una condizione da trattare o un problema da prevenire.
Per questo ogni farmaco ha un quadro regolatorio preciso derivante da documentazioni e procedure autorizzative delle autorità competenti, esempio ordinario ne è il foglio illustrativo.
In altre parole: il farmaco non “accompagna” genericamente il benessere, ma nasce per avere un ruolo terapeutico ben definito.
E un integratore?
Come stabilito dalla normativa italiana gli integratori alimentari sono prodotti destinati a integrare la dieta comune, ovvero fonti concentrate di nutrienti quali vitamine, minerali o altre sostanze con effetto nutritivo/fisiologico, come amminoacidi ed estratti vegetali (D.lgs. 169/2004, in attuazione della Direttiva 2002/46/CE)
Quindi parte da un presupposto totalmente diverso: integrare la dieta e offrire supporto all’organismo attraverso macro e micro nutrienti. Ma cosa vuol dire?In pratica si inserisce o almeno dovrebbe essere inserito in un contesto più ampio: alimentazione, stile di vita, cicli del sonno e costanza; come un alleato di routine, non una cura.
Non dimenticare i nutraceutici!
Il termine, coniato da Stephen De Felice nel 1989 nasce dalla fusione delle parole Nutrizione e Farmaceutica.
Non esiste una definizione normativa univoca e separata per i nutraceutici. Legalmente, in Italia e nell’UE, sono inquadrati come alimenti funzionali: dei principi nutritivi concentrati estratti da alimenti con effetti benefici dimostrati sulla salute e/o sulla prevenzione di malattie.
Ma perchè tutto ciò?
Oggi si cerca spesso una risposta veloce a ogni esigenza. Proprio per questo distinguere tra farmaco e integratore è fondamentale. Non per complicare le cose, ma per renderle più chiare. Sapere cosa si sta assumendo, e con quale funzione, aiuta a scegliere in modo più corretto e consapevole.

